I Nostri Lavori


Play The Arena Century

The Tour, Verona

Solo il rumore di vetri rotti rimase nei suoi ricordi per molti anni ancora.
Il furto, la fuga, tutto quello che era successo prima, pian piano svanì dalla sua memoria.
Ma l’urlo del generale ed il rumore dello specchio in frantumi la facevano sorridere anche negli ultimi giorni della sua lunghissima vita.
Era stata al servizio in quel palazzo per molti anni e sapeva molto bene come si poteva uscire senza essere visti.
Mantenne il segreto più assoluto negli anni seguenti, quando si stabilì come governante presso Palazzo Canossa. Fu solo quando divenne molto vecchia che si ricordò di possedere un segreto importante e di non poterlo portare con sé nell’aldilà.
Lo affidò a sua nipote e quest’ultima, prima che il tempo ci privasse di questa verità, decise di confidarla a me.
Ormai sbiadita dai secoli, ho cercato di rinviare la sua scoperta, ma non so per quanto tempo ancora la verità potrà essere nascosta…


 

C’era una lunghissima fila di persone che aspettava il proprio turno per potersi accaparrare uno degli ultimi biglietti per il grande spettacolo. La notizia della rappresentazione dell’Aida nel meraviglioso scenario dell’Arena romana di Verona aveva fatto il giro del mondo ed erano accorsi anche cittadini tedeschi, americani e addirittura argentini e russi.

Ai più sembrò normale, seppur disdicevole, che, ad un certo punto, fosse scoppiata una rissa tra le persone in coda per accaparrarsi uno degli ultimi biglietti disponibili. Nessuno avrebbe saputo raccontarne precisamente la dinamica, ma tra spintoni ed insulti, volò anche qualche pugno.

L’intervento delle forze dell’ordine portò ad un solo arresto. Con le manette ai polsi, mentre veniva condotto in commissariato, un distinto signore iniziò a gridare, con forte accento tedesco, di aver subito un furto.

Nessuno gli diede bado. Nessuno lo aiutò.

Lui rimase in guardina per tutta la durata dello spettacolo e poi venne rilasciato. Rimase a Verona per qualche settimana e poi se ne tornò in Germania. Nessuno seppe nulla su di lui per anni.Passati quasi cent’anni, è riemerso da chissà dove il suo diario, dove egli non scrive COSA gli fu rubato quel giorno, ma continua ad affermare che aveva le prove di una fondamentale scoperta che avrebbe sconvolto il mondo della musica: l’Aida era di Wagner.

Ma è proprio così? Il tedesco aveva ragione? È ora di cercare la verità.

 

L’evento

Condotti da una guida turistica abilitata vestite i panni di veri investigatori e tra monumenti, leggende, indovinelli, giochi e indizi, lasciate che la città di Verona riveli una verità sepolta da secoli.

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